I vescovi invitano i cristiani del Nordest "a riscoprire il loro compito di essere, a contatto con Cristo, luce e sale della terra" poichè "non hanno senso un'esperienza cristiana vissuta come fatto privato e comunità cristiane ripiegate su se stesse in atteggiamenti difensivi o consolatori: sarebbero sale non più in grado di dar sapore alla vita degli uomini e quindi inutili". I vescovi lo affermano in un messaggio in vista del 4° Convegno Ecclesiale di Verona. "Occorrerà - scrivono - che le comunità cristiane formino cristiani che ritrovino il coraggio dell'incontro e del confronto, che siano in grado di accompagnare le complesse vicende umane del nostro tempo con la luce del Vangelo attualizzato e vissuto in forme incisive e significative". Credenti e comunità cristiane devono prendere coscienza di "essere chiamati a testimoniare la speranza in un mondo complesso" e, con tutta la loro concreta esistenza ed impegnati nel tessuto sociale, potranno così "manifestare il di più di libertà e di vita che una fede vissuta può offrire alle persone e alla comunità degli uomini aprendo prospettive di speranza per i bisogni e le attese ma anche per le contraddizioni e le fragilita' che segnano il nostro attuale contesto sociale e culturale".